Castellina, sempre diciottenne, alla scoperta del mondo e dello Strega

Possono i diciottenni concorrere al Premio Strega? Perché questa, stando al suo libro “stregabile”, è l’età emotiva di Luciana Castellina. Beati i sempregiovani, spensierati genitori ai quali viene spontaneo intimare: torni accompagnato dai figli. E in effetti è quel che Castellina fa. La giustificazione, pardon, la prefazione è firmata dalla figlia Lucrezia Reichlin, lei sì avveduta e tanto giudiziosa da assurgere ad alta poltrona nella Banca centrale europea, custode del Kapital deprecato un dì dai genitori. di Joseph Sorcier
5 AGO 20
Immagine di Castellina, sempre diciottenne, alla scoperta del mondo e dello Strega
Possono i diciottenni concorrere al Premio Strega? Perché questa, stando al suo libro “stregabile”, è l’età emotiva di Luciana Castellina. Beati i sempregiovani, spensierati genitori ai quali viene spontaneo intimare: torni accompagnato dai figli. E in effetti è quel che Castellina fa. La giustificazione, pardon, la prefazione è firmata dalla figlia Lucrezia Reichlin, lei sì avveduta e tanto giudiziosa da assurgere ad alta poltrona nella Banca centrale europea, custode del Kapital deprecato un dì dai genitori. La nuova età di Castellina non è effetto di stregoneria – l’unico titolo che l’autorizzerebbe a concorrere allo Strega – ma la conseguenza di uno splendido stato d’animo: una leggerezza rispetto alla quale quella del povero Kundera è piombo. Una svaporante fragranza interiore che non lascia sospettare discontinuità tra la sedicenne che al momento della dichiarazione di guerra giocava a tennis con la figlia di Mussolini e l’ottantenne fiera di raccontarlo e ansiosa di giusto premio.

Negli altri paesi si trovano gli inediti dei grandi?
E noi riscopriamo i suoi diari dal ’43 al ’48, scritti col puntiglio di una personalità destinata a conservare tutte le sue ventiquattro tessere del Pci – alla faccia di chi non ha mai preso una tessera di partito. Peccato che i diari si fermino alla sua prima tessera e mezzo. E non ci raccontino il resto dell’istruttiva avventura comunista di Castellina: non gli anni dell’Ungheria, non quelli del ’68. Non arrivano nemmeno al fatidico 1970, quando sarà radiata dalla sezione Ponte Milvio per l’eresia del Manifesto. Ma presto, speriamo, verranno scoperti i manoscritti successivi, in un vecchio nécessaire di Gucci o di Capucci.

“La scoperta del mondo” (Edizioni Nottetempo) è il titolo di questa prima serie. Un mondo che coincide con i Parioli, più qualche puntata nel centro storico. Con rigore filologico – inizialmente per la gioia dei tre nipotini, afferma la memorialista, poi, ha deciso, per quella di tutti – non è stata cambiata nemmeno una virgola. O forse il prezioso testo è stato restaurato con tanta abilità da non far trapelare segni di maturità nell’io narrante.
Ma come chiedere di più a una eterna ed entusiasta diciottenne? Perché cercare altro, a parte la sua straordinaria freschezza? Impariamo invece ad apprezzare la serena consapevolezza di colei che si sarebbe trovata sempre nel campo da tennis giusto a giocare con la persona giusta nel momento clou. Adesso che la dittatura del duce è stata sostituita da quella sanguinaria di Berlusconi, la nuova sfida della Castellina è lanciare le sue (vere) palle nel paludoso Ninfeo di Valle Giulia – non troppo lontano dai Parioli.

di Joseph Sorcier